Degni di nota sono due altari, dedicati rispettivamente a San Gaetano Thiene (al di sotto del quale sono conservate i resti del martire San Celestino) e a San Elzeario; essi sono di fattura barocca e furono voluti da due principesse di casa Imperiali, Brigida Grimaldi ed Irene Simeana. Il convento occupa con la chiesa annessa tutto l'isolato compreso tra via Mazzini, via Simeana, via Pinone e via Crispi; si articola attorno ad un cortile a pianta quadrangolare, dove, nel 1932, in occasione della festa degli Alberi, fu piantata una palma a ricordo di Arnaldo Mussolini,[8] ed ha un pianoterra ed un primo piano a cui si accede tramite una scala monumentale. La chiesa è divisa su due piani, con quello inferiore seminterrato, che ricorda un podio classico. All'interno l'impianto è centrico, a croce greca, articolato su un vano centrale, pressoché cubico e coperto da volta a crociera, da cui si dipartono tre corti bracci absidati di uguale misura. [4] È sorretta da un alto tamburo largo 9,50 m e termina con una lanterna arrivando a 35 m di altezza. [4], Andati via gli Scolopi, nel 1869 fu aperto il Ginnasio comunale, Pareggiato nel 1888; successivamente, nel 1893, fu chiuso e riaperto nuovamente nel 1895 con il nome di Michele Imperiali. Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Chiesa di Santa Maria del Rosario (Gesuati), I Santi Marco e Marcellino portati al martirio, Mardocheo portato in trionfo per le vie della città, Madonna col Bambino, Santa Caterina e il frate Michele Spaventi, Fregio a colonne tortili con figure di profeti e sibille, La Vergine col Putto in gloria e SS Sebastiano, Pietro, Caterina e Francesco, Cristo in Croce, le Marie e San Giovanni Battista, Opere della chiesa di San Sebastiano indicate nella mappa ma senza immagine, Altre opere presenti nella chiesa di San Sebastiano. [1] Si tratta di una fedele riproduzione fotografica (in scala 1:4) delle pareti della Cappella degli Scrovegni a Padova.[3]. [2], La chiesa di san Sebastiano in Francavilla Fontana, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chiesa_di_San_Sebastiano_(Francavilla_Fontana)&oldid=114867467, Collegamento interprogetto a una categoria di Wikimedia Commons presente ma assente su Wikidata, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. La chiesa di San Sebastiano, per ciò che conserva, rappresenta uno dei più importanti luoghi dell'arte veneziana, riunendo il più straordinario corpus di opere di Paolo Caliari detto il. Sulla facciata di via Mazzini, ritmata da finestre con cornici piatte (rifatte successivamente)[2] e conclusa in alto da un cornicione aggettante, spicca in basso un portale d'ingresso bugnato, sormontato da tre stemmi raffiguranti la famiglia Imperiali, l'ordine degli Scolopi e la città di Francavilla. Come la maggior parte dei progetti albertiani, la chiesa venne completata da Luca Fancelli. Vuoi avere maggiori informazioni sulla tua visita? La chiesa sorge a margine del centro lungo una delle arterie principali che conducevano alla zona paludosa del Tè, appena fuori le mura, dove si trovavano le stalle dei famosi cavalli vanto della casata dei Gonzaga[1]. La costruzione fu iniziata circa nel 1460, un decennio prima dell'altra realizzazione albertiana a Mantova, Sant'Andrea. Il 20 settembre 1943 fu di transito l'allora principe ereditario Umberto di Savoia.[7]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 13 ago 2020 alle 12:43. [6], Il 15 settembre 1943 parte dell'Istituto fu requisito dalle Autorità Militari per il Comando del LI Corpo d'Armata agli ordini del Generale Giuseppe de Stefanis; questo corpo comprendeva le Divisioni Piceno, Legnano, 209 e 210 Costiere, la XXXI Brigata Costiera ed il personale della piazze marittime di Taranto e Brindisi. [1] Nello stesso complesso in cui fa parte la chiesa, si trova anche l'ex Real Collegio Ferdinandeo, una delle scuole più prestigiose presenti nell'Ottocento in Puglia. Altri quattro altari furono aggiunti nella seconda metà del Settecento, realizzati con stucchi colorati. Ottenuto il consenso dalla Sede Apostolica l'11 settembre 1681,[1] l'Università concesse parte dei territori in suo possesso agli Scolopi, che decisero di abbattere tutti gli edifici esistenti (tra cui anche una chiesa del XVI secolo) per edificare una nuova chiesa ed un nuovo edificio. Consacrata nel 1529 la chiesa fu oggetto di un primo restauro nel 1600 e subì un arbitrario restauro completato nel 1926, quando fu separata dal convento che si congiungeva sul lato destro e furono aggiunte le due scalinate in facciata, trasformando due finestre in portali. La storia della fondazione della chiesa è collegata con la venuta degli Scolopi a Francavilla, voluta dal principe Andrea Imperiali (che lasciò un'ingente somma di denaro per la costruzione dell'edificio). L'assenza del frontone è compensata da un campanile a vela (posto sul lato sinistro). I due ordini della facciata sono divisi in tre campiture da lesene con capitelli dorici e separati da un architrave decorato con triglifi e metope. I resti di san Sebastiano furono trasferiti nella basilica di San Pietro in Vaticano nell'826, per il timore di un assalto dei Saraceni, che si materializzò, causando la distruzione della chiesa. [2] La chiesa di San Sebastiano, per ciò che conserva, rappresenta uno dei più importanti luoghi dell'arte veneziana, riunendo il più straordinario corpus di opere di Paolo Caliari detto il Veronese.
2020 chiesa di san sebastiano pianta