Secondo la leggenda siriaca, Alessio, figlio di Eufemiano e Agalé, era un patrizio di Costantinopoli, fidanzato con una donna virtuosa che convinse, la sera delle nozze, a rinunciare al matrimonio. La chiesa di S.Alessio (nella foto sopra) risale al III o IV secolo, quando fu edificata sul luogo precedentemente occupato, secondo la tradizione, dalla casa del padre di Alessio, Eufemiano, ed originariamente dedicata soltanto a S.Bonifacio di Tarso, il patrizio romano martirizzato a Tarso di Cilicia (Anatolia) nei primi anni del IV secolo. La Parrocchia di Sant' Alessio si trova a Case Rosse è stata eretta il 21 marzo 1982 ed ora è sotto la guida di Don Giampiero Casolaro con il supporto Don Eugenio Nembrini. Seguono altre due tele dedicate al medesimo Santo: “S.Girolamo e S.Marcella” (12) e “S.Girolamo Emiliani” (13). Le pareti sono decorate con affreschi dei secoli XII e XIII con “l’Agnello mistico”, i simboli degli evangelisti e figure di santi, probabilmente Pietro e Paolo. L'epigrafe, posta sotto la pietra tombale, così recita: “O caro Giuseppe Brippio, che sempre hai amato la poesia, accogli ora questi versi degni della tua tomba. E quando qualcuno leggerà questi versi, preghi allora per te, perché Dio sia clemente alla tua anima. Ogni lato del ciborio presenta un timpano con teste di angeli alati. Nel 937 i religiosi che officiavano la chiesa ottennero da Alberico II, governatore di Roma, alcune case limitrofe che, riadattate, formarono il primo nucleo del monastero posto sotto la cura di S.Addone, abate di Cluny. Martirologio Romano: A Roma nella chiesa sul colle Aventino, sotto il nome Alessio si venera un uomo di Dio, che, come dice la tradizione, lasciò una casa ricca per diventare povero e mendicare in incognito l’elemosina. Secondo la leggenda solo il papa riuscì ad aprire la sua mano e a leggere il biglietto, provocando la sorpresa dei genitori. La Chiesa cattolica lo venera come santo e lo ricorda il 17 luglio. Sotto è situata una lapide romana (41-54 d.C.) mutila che così recita: “In onore della casa di Augusto Ti(berio) Claudio secondo esattore con Ti(berio) Claudio di Quir(ino) secondo f(iglio), triumviro e quadriumviro dei corrieri addetti, a sue spese eresse questa scuola con tutte le sue statue, pitture ed ornamenti”. Purtroppo, a causa di varie vicende, tra cui il difficile periodo della Seconda Guerra Mondiale, il monumento fu inaugurato soltanto il 16 maggio 1954 dal Sindaco di Roma, Salvatore Rebecchini, il quale depose ai piedi del monumento un fascio di fiori, non prima di aver reso omaggio alla memoria dell’artista, deceduto pochi mesi prima. La cappella, invece, fu costruita dall'abate Angelo Porro nel 1674 e conserva la veneratissima Icona della Madonna di S.Alessio (nella foto 20), in quanto si riteneva che fosse la stessa che il Santo avesse venerato già ad Edessa dove si era recato per abbandonare gli agi della casa paterna e vivere in povertà, chiamata anche Madonna dell'Intercessione perché derivante dal genere delle scene pittoriche in cui si invoca la misericordia di Cristo giudice. La Chiesa cattolica lo venera come santo e lo ricorda il 17 luglio. Morto a Roma il 22 agosto nell’Anno del Signore 1457. Con l’ausilio della pianta della chiesa (nell’immagine 2) iniziamo la visita dal portico (1) (nella foto sotto il titolo) che presenta sei eleganti colonne inserite nei pilastri, i quali inquadrano cinque archi a tutto sesto, di cui quello centrale, leggermente più grande, è sormontato da un timpano. La sua testa è venerata nel monastero di Santa Laura del Peloponneso. La leggenda è giunta fino a noi dopo numerose interpolazioni di scribi, giullari, cantastorie (dimostrato da il "Ritmo", uno dei documenti più antichi dell'italiano volgare), trovatori e comici, fino ad essere musicata da Stefano Landi su libretto del cardinal Rospigliosi.
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